Questa pagina è dedicata ai "neofiti", cioè
a coloro che si affacciano per la prima volta nel fantastico
mondo del modellismo ferroviario cioè dei "trenini
elettrici" che tanto hanno fatto sognare generazioni di bambini
e ragazzi prima dell'avvento della tecnologia computerizzata,
ma che ancora oggi sanno donare a chi ne coglie lo spirito giusto
soddisfazioni inimmaginabili come nessun altro divertimento analogo
può dare.
Non rimanete spaventati dalle nozioni che andrò ad illustrare
qua sotto ma siate stimolati a cimentarvi, la poca fatica sarà
ripagata nel tempo da tanta soddisfazione.
Viene trattato solo il sistema tradizionale (peraltro
più economico) e non quello "digitale" (più
professionale e ricercato) a cui si rimanda alle specifiche di
ciascun produttore. Il riferimento di seguito è alla scala
"H0" ma normalmente utilizzabile anche per impianti
in altre scale.
Negli elenchi dei numeri da catalogo dei vari pezzi indicati
vengono riportati anche, tra parentesi, quelli "vecchi"
fuori catalogo, casomai se ne reperissero ancora.
Gli schemi elettrici e le descrizioni che troverete qui
non saranno magari completamente esaustive, visto la vastità
delle tematiche qui appena descritte, ma vuol servire a chiarire
le idee a chi, non abituato a cimentarsi con semplici problemi
di impiantistica elettrica, vuol realizzare il "minimo indispensabile"
per un proficuo funzionamento del suo impianto di trenini elettrici.
Gli schemi sono riportati in maniera semplificata e generalizzata
per renderli più chiari al lettore, vanno presi come esempio
base senza nulla togliere alle eventuali descrizioni (e schemi)
allegati alle confezioni degli accessori qui descritti,
da leggere sempre con attenzione, che possono variare leggermente
a seconda della marca utilizzata, ma che concettualmente seguono
quanto qui sotto indicato.
Ricordatevi di fare sempre delle prove elettriche prima
di fissare il tutto....
Interno di una locomotiva
Nell'immagine qui a lato (locomotiva D 445 FS Lima 208151,
208052 o HL2012) si nota come è fatto l'interno di
una locomotiva, in particolare lo schema elettrico di base, con
i fili che portano la corrente dal carrello folle (a sinistra
nella foto) a quello motore (motore Lima tipo "G" in
questo caso). Le ruote di tutti i treni in CC = Corrente Continua
(escluso Märklin quindi) sono isolate tra loro perchè
le 2 rotaie fungono da conduttori dei due poli di corrente, positivo
e negativo. Nell'immagine si vede anche la zavorra centrale e
le lampadine del sistema di illuminazione, che su alcune locomotive
potrebbero non esserci. Modelli di produttori diversi o nuove
edizioni possono avere delle differenze anche grandi rispetto
a quanto illustrato (es trasmissioni a giunto cardanico con motore
centrale ecc.) ma il concetto di base del funzionamento resta
sempre lo stesso. Alcuni produttori puoi usano mettere anelli
di gomma su alcune ruote mortici per aumentare la forza di trazione;
anche il peso complessivo della locomotiva conta in questo aumenta
la forza di trazione. Ora troviamo in commercio anche locomotive
con circuiti elettronici (es. i "decoder digitali")
per il loro funzionamento e quindi l'apposita scheda va a sovrapporsi
a quanto qui illustrato, sempre tutto all'interno della locomotiva
stessa.
Le locomotive dovrebbero essere periodicamente oliate
negli ingranaggi di trasmissione, salvo diversamente indicato, e
solo con una goccia d'olio lubrificante apposito (Fleischmann
6599, Faller 489 o Roco 10406) e pulite anche le ruote
di presa di corrente. usando per esempio l'apposita "gomma"
abrasiva(Fleischmann 6595, Piko 55281 o Roco 10002)
che serve anche per pulire i binari.
Tipi di binario
I binari hanno sempre la stessa larghezza interna tra le rotaie,
detto"scartamento", in scala H0 ciò
è sempre 16.5 mm. altrimenti i bordini interni alle ruote
di ciascun veicolo (locomotive o vagoni) non potrebbero mantenere
stabile la marcia. Per il resto, la cosiddetta "geometria"
del binario, ogni fabbricante usa le sue misure, anche se
poi ci sono degli elementi standard comuni, come i raggi di curvatura
indicato qui sotto (diametro al centro del binario):
R1 o "industriale", diametro "circa"
50 cm. (Fleischmann o Roco), può essere percorso solo
da piccole locomotive e vagoni corti, utile anche per linee
tramviarie o per ferrovie industriali (come al vero);
R2 diametro "circa" 72 cm (minimo indispensabile
per usare carrozze lunghe oltre 25 cm.);
R3 diametro "circa" 85 cm (ottimo per il
doppio binario parallelo al R2);
(ecc.)
ricordo inoltre, ovviamente, che un cerchio si compone
di 360° quindi:
se avete rotaie curve da 30° ne occorreranno
12 per un cerchio intero, 6 per metà, 3 per un quarto
e via dicendo (Lima Hobby Line 1998, Lima/Hornby, Rivarossi,
Jouef, Mehano, Roco, Fleischmann, Piko, ecc.)
mentre se avete rotaie curve da 36° ne occorreranno
solo 10 per un cerchio intero, 5 per metà, 2 e 1/2
(18°) per un quarto di cerchio (Lima ante 1998 o Fleischmann
Profi);
più semplice se avete rotaie curve da 45°,
ne bastano 8 per un cerchio intero, 4 per metà e
2 per un quarto (Lima ante 1998, Fleischmann ecc.)
e via dicendo....
per cui occorre vedere le varie tipologie, spesso nei cataloghi
di ogni fabbricante sono indicate anche le misure e le combinazioni
possibili nei casi limite (ecco perchè è sempre
utile acquistare anche il relativo catalogo di riferimento). Può
essere utile, per chi ha buona praticità nell'uso di utensili
di precisione, l'uso di binari flessibili, da adeguare
e tagliare nei punti opportuni con estrema precisione (pena il
deragliamento del treno), ma io personalmente preferisco i binari
di lunghezza standard predefinita dai vari costruttori, da
combinare tra loro, come quelli che si trovano in una qualsiasi
confezione "iniziale" (e di cui le note in queste pagine
si riferiscono).
Altra cosa degna di nota, certi produttori indicano alcuni binari
come "binari di compensazione":
possono essere dei binari curvi (normali) di angolatura
opportuna per "compensare" il binario curvo di uno
scambio e quindi, mettendolo in direzione contraria, si ottiene
un binario perfettamente parallelo al binario diritto in uscita
dallo scambio stesso;
ma possono anche essere binari diritti di compensazione
delle lunghezze standard (vedi norme di ciascun fabbricante).
Consiglio sempre, una volta stabilito che marca volete utilizzare
(univocamente o in maniera privilegiata) di acquistare un suo
catalogo in modo da vedere la geometria e le combinazioni, oltre
alle misure standard, dei suoi binari appunto, per meglio progettare
il vostro plastico.
Una cosa importante è invece un altro tipo di
compatibilità. I binari normalmente in commercio sono:
binari per corrente continua a 2 rotaie (2 conduttori)
come nell'immagine in alto. A ciascuna rotaia corrisponde un
polo di alimentazione del treno; è di uso generalizzato
a moltissimi produttori (Lima, Rivarossi, Jouef, Mehano, Roco,
Fleischmann, Piko ecc.). Le ruote dei treni sono isolate tra
loro.
binari per corrente alternata a 3 rotaie (2 o 3 conduttori,
sistema Märklin) come nell'immagine in alto (sotto):
entrambe le rotaie sono normalmente collegate tra loro elettricamente
(a "massa") ed il conduttore centrale (che può
essere una rotaia o più recentemente dei punti di
contatto, con un deciso miglioramento estetico) porta l'altro
polo di alimentazione. Le ruote dei treni non sono isolate
e le locomotive hanno un pattino sotto che striscia sulla "terza
rotaia".
Non è possibile, elettricamente, collegare i 2 tipi di
binario tra loro, salvo rarissimi casi specifici che esulano da
questa trattazione generalizzata. Qui di seguito negli schemi
si considera solo il binario a corrente continua a 2 rotaie.
Nulla vieta invece, di utilizzare semafori o accessori Märklin
anche in un normale impianto in corrente continua (Lima, Mehano,
Roco, Fleischmann ecc.) purchè non si utilizzino tratti
di binario di questa rinomata casa tedesca che ha appunto un sistema
a sè stante.
Non collegate binari (e quindi locomotive) di un sistema
(esempio CC = corrente continua) al trasformatore dell'altro sistema
(es CA = corrente alternata) altrimenti danneggereste in modo
irreparabile il motore.
Trasformatore e collegamento
Il Trasformatore è il sistema di comando del trenino elettrico.
Lo si trova normalmente compreso nelle confezioni di avvio, altrimenti
va benissimo per es. Lima 602066. 602067 o 602070 o ancora
R965+R991 (oppure gli anziani 502052, 502053, 502054, 502056,
502057, 502060, 602052, 602053, 602060), Mehano F350, F371
o F372 (ottimo rapporto qualità/prezzo), Fleischmann
6725 o 6735, Rivarossi 4009 o 4011 (anche i vecchi 4002 o
4003) o ancora Roco 10725+10727. Si ha sempre una
manopola di regolazione della corrente che ha anche funzione
di invertitore di marcia (a seconda della rotazione della manopola
verso desta o sinistra dal punto "0" centrale il treno
andrà in direzioni opposte). In alcuni trasformatori l'inversione
di marcia è regolato da un'apposità levetta
(es. Lima/Hornby R965, Mehano F350 o Rivarossi 4002 e 4003) oppure
da un curioso sistema automatico che scatta se si ruota la manopola
oltra la posizione zero (es. verso sinistra, Mehano, simile al
sistema Märklin). Tutti i trasformatori hanno di solito allegato
lo schema di collegamento, qui semplificato a lato. I cavetti
potrebbero anche essere dello stesso colore e
possono essere scambiati tra loro, ma devono essere
collegati ai morsetti / uscita in corrente continua (cc).
Il collegamento viene fatto con i cavetti al binario di presa
di corrente (es. Mehano F269 o Roco 42521) oppure ai morsetti
da applicare al binario dove si preferisce (es. Lima 403758,
Fleischmann 6400 ecc.)
Rotaie isolate - sezionamenti
Per tenere ferma una locomotiva, per esempio in stazione o nei
binari di scalo/rimessa, in modo da poterne usare nello stesso
tempo un'altra, occorre avere dei binari sezionati, cioè
con una rotaia isolata elettricamente ed un interruttore collegato.
Così si potrà togliere corrente a quel tratto e
lasciarvi in sosta una locomotiva. Occorrono 2 giunzioni isolanti
(vedi disegno, es. Lima 600877, Fleischmann 6403 o 6433, Piko
55291, Roco 42264 o 42611 ecc.) messe sulla stessa rotaia
(indicate in rosso) al posto di quelle normali metalliche, a distanza
opportuna (almeno 30 cm. circa) ed un interruttore ON/OFF
(interruttore da quadro nei negozi di elettrotecnica o Lima
603067, Fleischmann 6921 o 6923, Märklin 72730
ecc.) collegato con un cavo di alimentazione con la giusta polarità
(es. morsetto Fleischmann 6401). Il tratto di binario isolato
può essere indifferentemente diritto o curvo in base al
vostro impiego e giudizio.
Se si isola un binario con terminale (binario tronco)
allora basta una sola giunzione isolante (dato che il binario non
ha collegamenti elettrici oltre il paraurti terminale).
Collegamento di uno scambio elettromagnetico
Ecco qui lo schema di collegamento di uno scambio elettrico.
Alcuni produttori hanno a catalogo appositi scambi elettromagnetici,
altri forniscono separatamente i motori (elettromagneti) per motorizzare
gli scambi, ma lo schema elettrico non cambia. Occorre avere una
uscita in corrente alternata (14 volts) dal vostro trasformatore
(es. Lima 602067 o 602070, Mehano F372, Fleischmann 6725 o 6735,
ecc.) o acquistarne appositamente uno a parte con la sola
uscita in alternata (es. Lima 602055, Fleischmann 6706, Roco 10725
ecc.). Certi produttori forniscono cavetti di 3 colori per
gli scambi, altri invece sempre 3 cavetti ma di solo 2 colori,
nessun problema, una è la massa e gli altri sono i 2 poli
per le 2 posizioni dello scambio. Vanno collegati come da schema
(confrontate sempre con lo schema allegato alla confezione dello
scambio acquistato). Di solito occorre una pulsantiera di comando
apposita, non interruttori ON/OFF perchè il comando
è ad impulso, (es. Lima 603065, Mehano già
inserita nella confezione dello scambio F278 o 279, Fleischmann
6920, Märklin 72720, ecc.);
se lasciate in tensione troppo a lungo lo scambio
brucereste l'elettromagnete, a meno che i magneti non siano dotati
di "fine corsa", cioè un sistema che toglie
corrente da solo dopo l'impulso e lo protegge da sovraccarichi.
Gli scambi si dicono "destri" (come sopra) o "sinistri"
in base al lato in cui gira il tratto curvo (deviato).
Collegamento di un semaforo a 2 luci (con fermata automatica del treno)
Ecco qui lo schema di collegamento di uno semaforo / segnale
luminoso. Occorre avere una uscita in corrente alternata (14
volts) dal vostro trasformatore o acquistarne appositamente
uno a parte (es. Lima 602067, Mehano F372, Fleischmann 6725
o 6735, ecc.). I collegamenti qui sono un po' piu complessi
perchè da un lato c'è quello per le luci del semaforo
(corrente alternata) mentre dall'altro quello relativo al binario
isolato del treno (corrente continua). In sostanza il collegamento
per il binario è uguale a quanto descritto sopra per le
"rotaie isolate", solo che nell'interruttore/deviatore
di comando è compreso anche quello per il semaforo. Il
collegamento, vedi a lato, per il semaforo prevede sempre 3 cavetti,
uno di massa, e 2 per le 2 luci (solitamente rosso/verde). Molto
comodo l'interruttore di comando Lima art. 603067 che comanda
allo stesso tempo il semaforo ed il sezionamento senza mettere
in corto circuito le 2 diverse correnti utilizzate (va bene anche
il Fleischmann 6921). Ovviamente prestare attenzione
a collegare il cavetto che alimenta la rotaia isolata con il lato
dell'interruttore corrispondente alla luce verde del semaforo!
Per i semafori ("segnali luminosi") vedi per
es. Lima 600022, 600023 o 600029 (che contengono gia l'interruttore
di comando e le sezioni di binario isolato da inserire opportunamente),
Fleischmann 6226, Roco 40020 o 40021, ecc. I semafori sono
indicati per esempio all'uscita delle stazioni o anche lungo la
linea, prima di entrare in stazione, per consentire manovre nella
stessa.
Esistono anche, in commercio, semafori funzionanti a mano (più
economici) come per esempio il Lima 600028 ad ala mobile. In questo
caso si utilizza lo schema sopra indicato per i sezionamenti ma
non si potrà comandare insieme la posizione del semaforo
ed il blocco del treno.
Ciruciti elettrici separati (per
esempio per 2 treni indipendenti su 2 anelli di binario separati)
Se si dispone di 2 o più convogli e, soprattutto, si hanno
2 percorsi diversi, per esempio 2 ovali concentrici che simulano
il doppio binario, è possibile gestire 2 treni indipendenti
sia come velocità che come senso di marcia. Basterà
avere 2 trasformatori, uno per ogni circuito (anello),
e mettere delle opportune giunzioni isolanti (tutti i fabbricanti
di binari ne hanno a catalogo e tante sono compatibili tra loro,
es. Lima 600877, Fleischmann 6403 o 6433, Roco 42264 o 42611
ecc.) in plastica (indicate in rosso) per isolare, su entrambe
le rotaie, i punti di congiunzione, per esempio tra gli scambi.
Occorre un'isolamento doppio (sulle 2 rotaie) per ogni punto di
connessione tra i 2 anelli, per esempio se ci sono più
scambi accoppiati. I treni possono essere quindi comandati separatamente,
sia come senso di marcia che come velocità. Se si vuole
far passare un treno da un anello all'altro (fermo restando che
l'altro treno dev'essere fermo ad un binario sezionato o.... tolto
dai binari) occorre, oltre a girare gli scambi (vedi schema elettrico)
dallo stesso lato, anche le manopole dei trasformatori (o le levette
di inversione di marcia a secondo dei traformatori utilizzati)
devono essere girate nello stesso senso di marcia. Gli scambi
sono accoppiati tra loro come indicato e cosi anche il loro (eventuale)
comando elettrico cosi da risultare sempre accoppiati per la posizione
diritta o deviata (per ulteriori dettagli su questo collegamento
vedi sopra al paragrafo "Collegamento di uno scambio elettromagnetico").
Alimentazione con Linea aerea (per
2 treni indipendenti sullo stesso binario)
Se si dispone di locomotive elettriche, con "pantografo"
(organo di presa di corrente molleggiato sul tetto della locomotiva)
è possibile, se questo è elettricamente funzionante
e collegato al motore, comandare la locomotiva usando l'apposito
filo, detto Linea Aerea o "catenaria", che come
al vero sovrasta i binari delle linee elettrificate. In questo
caso sarà possibile, con un circuito semplicissimo, comandare
2 locomotive indipendentemente sullo stesso binario, una elettrica
(con pantografo in presa, a destra nella foto) ed una non
elettrica, quindi diesel o a vapore (a sinistra nella foto).
Ecco qui sotto il semplice schema di collegamento dove il trasformatore
1 alimenta solo il binario (quindi la locomotiva di sinistra)
mentre il trasformatore 2 con un polo alimenta il binario e con
l'altro il filo di contatto aereo (quindi la locomotiva a destra).
Prestare attenzione, posizionando la loco elettrica, di rispettare
i giusti poli di corrente: per via delle ruote isolate se la locomotiva
elettrica fosse invertita non funzionerebbe perche il motore riceverebbe
lo stesso polo sia dal binario che dal filo (basta fare qualche
prova se si hanno dubbi). La velocità e la direzione di
marcia delle 2 locomotive sarà indipendente. La situazione
è ovviamente cumulabile con quella indicata qui sopra nel
caso di 2 anelli concentrici. Si potrebbe giungere ad avere ben
4 locomotive (e relativi treni) in totale in circolazione. Attualmente
(2008) in commercio, si trova la nuova serie LIMA
(HC8004 Palo di stile italiano, HC8005 Palo di stile italiano
con attacco corrente, HC8006 e HC8007 elementi di linea aerea
lunghi risp. 260mm. e 360 mm.) di facile montaggio
ed a prezzi abbordabili, altrimenti vi sono le linee aeree funzionanti
nei catologhi dei fabbricanti Märklin (compatibilissima con la corrente continua)
o Vollmer
(Oberleitung), di stile tedesco/europeo, mentre fino ad alcuni
anni fa anche Lima (vecchia serie) e Rivarossi le avevano a catalogo,
di stile prettamente italiano (come illustrato sotto). La linea
aerea deve sempre essere circa al centro del binario (verificare
durante l'installazione con il pantografo della locomotiva la
giusta posione). Se occorre, nelle curve, sagomare opportunamente
la linea aerea, oppure usare (come al vero) sezioni opportunamente
corte e pali in numero maggiore. Verificare sempre anche che la
posizione dei pali, soprattutto in curva, non crei fastidi alla
circolazione delle carrozze più lunghe. E' anche possibile
prevedere di elettrificare cosi solo i binari principali e lasciare
quelli previsti per esempio per il ricovero vagoni (passeggeri
o merci) senza linea aerea (come al vero) e fare quindi le manovre
in quel caso solo con locomotive a vapore o diesel.
Annotazioni generali
Gli schemi qui indicati sono semplificati. Se sono presenti più
scambi o semafori possono essere utili, per i fili di "massa",
le scatole di derivazione (es. Lima 603066, Fleischmann 6940
ecc.) che permettono di distribuire la stessa corrente su
più fili senza fare inutili e dannosi grovigli. I fili
andrebbero anche fissati in ordine sotto al piano del plastico,
con fori opportuni vicino al trasformatore ed agli interruttori
(il cosiddetto "quadro di comando") nonchè vicino
a scambi e segnali. Alcuni produttori (come Rivarossi. Roco o
Märklin) prevedono l'uso di apposite spine da fissare alle
scatole di comando ed ai binari, occorrerà dotarsi quindi
anche di queste se si utilizzano queste marche.
Come già detto in altra pagina, a seguito del cambio di
gestione Lima (ora di proprietà Hornby), i suoi articoli
potrebbero non essere rintracciabili facilmente e quindi ho indicato,
per quanto possibile, articoli similari di altri produttori.
Sistema MÄRKLIN:
la perfezione!
Spezzo una lancia a favore di questa rinomata ed ultracentenaria
casa tedesca costruttrice di ottimi modelli ferroviari (spesso
interamente in metallo), perchè il sistema da questa utilizzato
differisce, a parita di "scartamento" da quello della
maggior parte degli altri produttori di "trenini elettrici".
Come sopra indica nel paragrafo "Tipi di binario"
questa casa usa ancora il vecchio ma consolidatissimo sistema
in "corrente alternata a 3 rotaie" per i suoi
treni elettrici. E' quindi un mondo a se stante, ma se
lo scegliete vi troverete a che fare con modelli di treni di
alta qualità, non sempre economici ma sicuramente duraturi
nel tempo, molto a lungo e, salvo la periodica lubrificazione
delle trasmissioni delle locomotive (consigliato ogni circa 40
ore di funzionamento) come in alto indicato, non necessita di
ulteriore manutenzione nè di regolare pulizia delle rotaie.
Se in Italia è un marca un po' di nicchia, così
non lo è per esempio in Svizzera, Austria o Germania
dove peraltro i prezzi sono anche più concorrenziali. Ricordo
che una volta fatta la scelta difficilmente si potranno utilizzare
locomotive di altri fabbricanti, salvo siano costruite appositamente
per la "corrente alternata C.A." mentre non vi
è in genere nessun problema a utilizzare vagoni di altri
fabbricanti. L'inverso, cioè l'uso di vagoni Märklin
su impianti tradizionali in "corrente continua" è
possibile solo previa sostituzione (già dal rivenditore)
degli assi delle ruote (non isolati) con altri isolati, pena il
corto circuito del vostro impianto.
Impianti "digitali"(nel vasto mondo dell'elettronica)
Questi impianti sono l'ultima generazione nel campo del modellismo
ferroviario, grazie all'uso diffuso dell'elettronica e di microprocessori.
Il funzionamento è completamente diverso da quello tradizionale
ma per certi versi addirittura più semplice una volta installato.
Invece che dover isolare i binari per tener ferme le locomotive,
per esempio, si può avere l'intero impianto di binari "sotto
tensione" e far funzionare, una alla volta (meglio che tutte
insieme!) più locomotive semplicemente comandando, tramite
l'apposito "trasformatore digitale" (il pannello di
controllo), il relativo "decoder" presente sulla
locomotiva che viene attivato tramite un apposito codice. Semplifica
molto l'impianto all'inizio perchè evita appunto sezionamenti
ed altro, è possibile poi automatizzare anche gli scambi
con lo stesso sistema. Il rovescio della medaglia è che
i decoder non hanno costo zero, quindi oltre alla spesa iniziale,
non proprio il massimo dal punto di vista economico, bisognerà
mettere in conto un nuovo decoder per ogni locomotiva o apparecchio
da comandare. Diciamo che il sistema va bene ed è indicato
su impianti medio-grandi, con almeno 4 o 5 treni/locomotive
da comandare, o quando si fa un grande scalo merci dove vengono
manovrati e composti più treni, o ancora se si desidera
illuminare le carrozze ed avere oltre che una luce sempre
pressochè costante anche la persistenza delle luci accese
anche quando il treno è fermo (nei sistemi tradizionali,
salvo appositi accorgimenti, levando la tensione elettrica alla
locomotiva si spegnerebbero anche tutte le altre luci del treno).
Ulteriori funzioni aggiuntive sono presenti nei modelli
più recenti, come il rumore realistico della locomotiva,
il fischio, il rumore del freno ecc. Per ulteriori informazioni
consultare i siti dei principali produttori, come FLEISCHMANN
- INTELLIBOX
MODELTRENO -
MÄRKLIN - PIKO
- ROCO ecc.